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Cumface abbondanti, sborrate in faccia di troie incinta assatanate e grandi bevitrici di sperma, un archivio immenso di cazzi, sperma, sborrate e tutto in faccia!
Mi divertiva guardarla. In linea d'aria tra casa sua e casa mia c'erano poco più di trenta metri. Purtroppo la ringhiera del suo balcone era coperta, e così non potevo mai gustarmi il suo sedere o le sue gambe, dovendomi accontentare del solo piccolo seno che spuntava dalle magliette bianche che usava mettere d'estate.
Poi un pomeriggio commisi un errore, che però cambiò la mia vita.
La mia postazione PC, che è anche la mia postazione di lavoro, si trova proprio di fronte al suo balcone. Generalmente la porta della mia stanza era resa invisibile da una tenda, cosa che mi consentiva di farmi gli affari miei senza che nessuno mi guardasse.
Bene, ero intento a masturbarmi davanti ad un sito di racconti erotici, quando, per caso, mi accorsi che la tenda era scostata e che LEI stava lì a guardare sbalordita il ragazzo di fronte con il cazzo in mano che se lo menava allegramente. Mi fermai, anch'io sconvolto, e la guardai. Lei fuggì dentro, ed io ero tutto rosso e spaventato, oltre che eccitatissimo.
Avevo paura che lei chiamasse la polizia, o che aspettasse il momento opportuno per comunicare la mia maialaggine ai miei genitori.
E poi squillò il telefono. Uno squillo. Due squilli. Tre squilli. Decisi di rispondere.
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Mi vergognai non appena entrò e vide lo shermo del PC.
- AH, ma non ha neppure la decenza di cancellare queste oscenità?
Io non riuscii a dire nulla. Stavo sprofondando.
Ma con mia enorme sorpresa, lei si sedette sulla mia scrivania ed accavallò le gambe. Chiuse le finestre di Internet e spense il PC.
Si tolse la maglietta bianca e disse: - E' meglio se inizi a usare il tuo cazzo come si deve fare, altrimenti ti farai venire i calli!
Io rimasi di sasso. Ma d'istinto mi avvicinai alle sue tette. Lei, seduta, io, in piedi. Mi sbottonò i pantaloni e mi tirò fuori il cazzo, che era già bello duro. Me lo leccò con circospezione. Girava con la sua lingua sulla mia cappella, e poi affondò, prendendolo tutto in bocca.
Nel frattempo io continuavo a toccarle le tette. Poi mi allontanò con una spinta, si alzò e si buttò sul letto. Si alzò la gonna, si abbassò le mutandine di pizzo bianche (proprio l'oggetto delle mie pià oscene fantasie), e mi disse, mettendosi a pecorina: "Sbattimelo dentro, così, senza preliminari!"
Mi sembrò un ordine al quale non potevo proprio disobbedire. Mi appoggiai con le ginocchia sul bordo del letto, e avvicinai il cazzo alla sua figa, già bagnata. Feci qualche tentativo andando a vuoto (era oltre un anno che non scopavo...) poi lei con una mano agevolò l'operazione. La scopai con delicatezza, perchè comunque non avevo ancora perso la paura di poco prima. Ma lei urlò: "Dai, con forza! Come una puttana!"
Io mi eccitai ancora di più e iniziai a pompare con foga. FIno al momento in cui le sborrai senza problemi in figa. Poco prima che venissi, lei mi urlò: "Dai, vieni pure dentro, prendola pillola!". Così non mi feci scrupoli.
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