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Giochi erotici e crisi di coppia
Caro Elia,
sono M., ho 38 anni, e ti scrivo perchè mi sono imbattuto in una
profonda crisi matrimoniale con la mia attuale compagna. Io e questa
donna ci siamo conosciuti in concomitanza della mia precedente
separazione dalla mia ex-moglie.
Inizialmente mi ha riportato alla vita in un momento di mia grossa
delusione e depressione che stavo vivendo a causa della separazione,
tutto è iniziato con una semplice amicizia, ma col passare del tempo ci
siamo ritrovati innamorati. Abbiamo passato insieme momenti veramente
romantici e passionali, come avevo sempre desiderato nella mia vita. Lei
mi dava tutto questo.
Poi per uscire definitivamente da un mio momento di confusione dettato
ancora dalla precedente relazione, sono entrato in analisi per superare
lo stato di delusione, di dolore e ricostruire la mia personalità
provata dall'esperienza precedente.
Tutto ciò pian piano mia ha portato anche ad una forte mia
individualizzazione, ma senza mai tralasciare l'amore che provavo per la
mia nuova compagna, solo che a volte amavo anche coltivare dei miei
interessi personali come: la barca a vela o qualche uscita serale con un
amico. Ma tutto senza esagerare nè trascurare la mia compagna, che non
mancava mai di farmi sentire la sua rabbia, come se quei brevi momenti
che dedicavo a me, li togliessi a lei che mi stava donando tutto il suo
possibile amore.
Ad un certo punto, in un mio momento di confusione, dopo una vacanza in
montagna ho chiesto a lei di potermi distaccare qualche giorno per poter
stare solo, perchè stavo in un momento in cui mi sentivo un pò confuso e
a volte sopraffatto dalle sue tantissime attenzioni. Capisco
perfettamente di aver provocato in lei una grossa ferita, un grosso
dolore, ma a distanza di sette anni non mi ha ancora perdonato nulla.
Si, perchè dopo tre giorni, ho alzato il telefono e le ho detto che
l'amavo più della mia vita, che mi mancava tremendamente, e che volevo
che tornasse a riempire la mia vita, insomma le chiesi di iniziare a
vivere insieme. E così cominciò la nostra convivenza ...
Tutto filava liscio, almeno sembrava, ma il dolore covato dentro con il
tempo ed il suo silenzio l'aveva pian piano portata a chiudersi verso di
me, a chiudere il rubinetto dei suoi sentimenti o meglio a modificare il
suo modo di amarmi. Apertamente tutto funzionava bene, vivevamo la
nostra vita allegramente: belle vacanze, belle cenette, amici, viaggi
bellissimi, ma ogni volta che ci trovavamo a letto, da soli, ogni volta
che facevamo l'amore lei iniziò a sentire un dolore lancinante nell'atto
della penetrazione. Ma i suoi silenzi continuavano, motivati oggi con la
paura di perdermi.
Pian piano ci trovammo a fare i conti con la sua dispareunia, ma
nonostante tutto insieme, a lottare, a piangere, a cercare di fare di
tutto per risolvere il nostro problema.
L'abbiamo provate tutte: cure ginecologiche, agopuntura, ecc...
Nel frattempo, dopo 5 anni di convivenza decidiamo di sposarci:
bellissimo, bellissima la mia emozione, bellissima la nostra emozione.
Ero riuscito a riaffidarmi ad un rapporto di coppia completato da un
matrimonio.
Dopo il matrimonio, decidiamo di andare in cura presso una
psicoterapeuta/sessuologa che con sedute di coppia e singole, ha portato
pian piano alla luce i motivi del problema.
Allora è iniziata in me una fase di cambiamento per avvicinarmi a lei
nelle maniera che lei ha sempre desiderato, con tenerezza, morbidezza ed
era proprio questa la chiave.
Anche lei, grazie alla terapia, iniziò una fase di rinascita dentro se
stessa, portandola ad avere tutta la fiducia in se stessa come
individuo, come donna.
Il problema sessuale pian piano si stava sciogliendo, proprio in
funzione di questa sua rinascita e del mio modo diverso di avvicinarmi a
lei ed ai suoi bisogni, facendomi ricontattare oltremodo un mio modo
d'essere naturale, spontaneo, tenero e virile che mi ha sempre
contraddistinto nei miei rapporti con le donne.
Ma il dramma era alle porte ...
Un giorno nel confessarci una nostra fantasia sessuale (nei confronti di
due nostri amici) abbiamo scoperto che la cosa ci eccitava molto, e ci
facilitava oltremodo quel processo di eccitamento e passione emotiva che
tanto mancava al nostro rapporto.
Questa cosa poi è stata raccontata anche ai nostri amici, i quali ci
hanno confessato che anche loro nutrivano una fantasia simile. Da
allora, INCONSCIAMENTE, ho proposto un giochino di scambio di SMS
erotici a coppie invertite. Inizialmente tutto funzionò bene, era tutto
molto eccitante, ma il gioco era completamente scoperto ed innocuo,
tutti sapevano e nessuno sapeva.
Ma mentre io stavo cogliendo il lato prettamente ed esplicitamente
erotico del gioco con la mia amica, senza cercare nessun tipo di
implicazione emotiva o sentimentale, dall'altra parte si stava facendo
esattamente il contrario. Fino a che in una maledetta sera di dicembre,
ci trovammo al buio, a coppie invertite su un divano, ad agire quello
che fino ad allora ci si era scritto tramite telefonino, ma senza nessun
rapporto sessuale, sol un petting abbastanza spinto. Ma nel momento in
cui ho cercato di avvicinarmi a mia moglie, per condividere insieme quel
suo momento di eccitazione, mi sono visto rifiutare, motivandomi poi la
cosa dicendo che aveva già fatto uno sforzo eccessivo per essersi
lasciata andare fino a quel punto, che non avrebbe sopportato anche la
mia vicinanza in un momento simile. Da quel momento, dalla delusione
provata nel sentirmi rifiutato dalla donna che amo ho interrotto il
gioco perchè mi faceva troppo male, perchè mi aveva messo di fronte a
questa brutta sensazione di distacco.
Parlo a lei, parliamo insieme ad i nostri amici dicendo che io non ero
più disposto a continuare, perchè stavo soffrendo troppo, e tutti quanti
apparentemente mi dicono
di aver compreso il mio disagio interiore, la mia sofferenza. Ma
nonostante tutto dopo un pò di giorni mi accorgo che i messaggi tra il
mio amico e mia moglie continuavano imperterriti.
Allora parlo nuovamente a mia moglie ed al mio amico (ora ex-)
pregandoli di allentare, perchè la cosa mi dava fastidio e mi faceva
contattare delle brutte sensazioni.
Ma niente, e nonostante tutto, finiti i messaggi erano iniziate le
telefonate, mentre mi si diceva che non stava continuando nulla.
A quel punto non ci ho visto più, mi sono arrabbiato a morte e ho
mandato al diavolo il mio amico, e non ho mancato di far presente a mia
moglie tutta la mia delusione per il suo comportamento bugiardo e falso.
Ma tutto questo non era che la punta dell'iceberg ...
Questa situazione ha messo alla luce nel forte contrasto che si era
creato con lei, tutta una serie di dolori e rabbie represse negli anni
passati nel nostro rapporto, sempre nascoste e mai affrontate
seriamente. Insomma si è aperta una profonda crisi che ha portato lei e
me allo stremo, fino al punto di sentire offuscato tutto il suo amore
per me, mettendoci in condizione di mettere in seria discussione il
nostro rapporto.
Dopo due mesi di dolore, rabbia, gelosia pian piano, sgomberando il
campo da tutto ciò che non aveva a che fare con noi e ridimensionando
l'accaduto per quello che effetivamente è stato, mi sono ritrovato in me
stesso, ed ho riscoperto il vero amore che provo per lei, quanto la
possa desiderare, quanto posso desiderare non buttare al vento questo
rapporto, così travagliato, ma anche così voluto.
Insomma sento dentro me stesso di amarla profondamente ...
Ma lei ora si trova in uno stato di profonda confusione, alla ricerca
del suo amore per me, ma allo stesso tempo inseguendo quella sua
individuazione personale, vivendo in lei la delusione del mio
comportamento (giudicato eccessivo) in momento simile, insomma brancola
nel buio senza sapere cosa fare ... Una melma !!!
Io da parte mia vorrei darle la dolcezza, l'amore, la passione che
sempre le ho dato ma il più delle volte sento davanti a me tutte le
porte del suo cuore chiuse, e quindi cerco di trattenermi in
comportamenti che nascono naturali in me, con la paura di soffocarla in
un suo momento di confusione e con l'intento anche di salvaguardare
simili sentimenti senza che essi siano fraintesi come gli atteggiamenti
pressanti o di un uomo insicuro che sente d'aver perso il suo amore. Non
sò più che cosa fare, la prego di aiutarmi, la prego di suggerirmi la
maniera (se c'è) per potermi riavvicinare a lei e permettere a lei di
riavvicinarsi al mio amore.
La ringrazio e mi scusi per la lunghezza della lettera, ma sette anni
sono tanti ...
Caro amico,
la tua lettera è davvero densa di implicazioni ed ha suscitato in me una
riflessione particolare.
Io credo che potrai perdonarmi se uso la tua lettera, e il tuo problema, per
cercare di estendere in modo generale,
e teorico, l'argomento.
Ho scritto, a proposito dell'erotismo, che esso può essere completamente
distaccato dall'amore o esserne parte integrante. In questo secondo caso,
l'erotismo è una delle componenti dell'amore, insieme all'amicizia, alla
complicità, e alla progettualità.
Ma quel che la mi esperienza im suggerisce è che le due forme di erotismo
non possano convivere. O meglio, quando si è innamorati non può esistere
l'erotismo privo di amore.
Mi parli, inizialmente, dell'episodio del tuo bisogno di solitudine e di
tempo per te stesso, come di un episodio chiave della crisi del tuo
rapporto. E inizialmente lo pensai anch'io. Mentre leggo una lettera,
infatti, inizio già a pensare alla risposta, poichè credo che le risposte
siano sempre nelle domande, o almeno questa è l'unica arma di cui dispongo.
Però l'episodio del quasi scambio di coppia (non c'è ironia nè volgarità in
quel che sto dicendo) mi ha fatto cambiare idea.
Io credo che se la tua donna sente il bisogno di avere anche altre
attenzioni sessuali (così come l'episodio della dispareunia) significa che
qualcosa nel vostro rapporto si è rotto, anche se forse solo da parte sua.
Capisco che il modo in cui mi hai descritto i fatti significa che tu hai già
una tua convinzione. Pensi che i problemi sessuali di lei siano dovuti alla
tua richiesta di spazio per te stesso che le hai rivolto anni prima. Pensi
che lei abbia sviluppato un suo individualismo, una sua indipendenza
sessuale prima che emotiva per fronteggiare il tuo stesso bisogno.
Ma io non credo sia così. Perchè una persona matura e innamorata è quella
che comprende la diversità del proprio partner. Ma, soprattutto, non vive
covando del rancore. L'amore non prevede alcuno spazio per il rancore, e
questa è una delle poche certezze di cui dispongo.
Così, l'episodio del quasi scambio di coppia è stato uno dei momenti di
rottura della routine, uno di quei momenti che, secondo gli psicologi,
consentono alla verità di emergere poichè scardinano le difese che le
persone si costruiscono quando vogliono nascondere qualcosa che hanno
dentro.
E' questo qualcosa che lei ha dentro ciò a cui dovresti pensare. Il punto di
rottura ha provocato due reazioni diverse. La sua, che non è riuscita a
liberarsi del gioco, al punto che ormai non è più tale, la tua, che invece
hai capito di amarla e di aver bisogno di vivere solo con lei, con la
persona che ami, la tua dose di erotismo.
Per questo io non posso darti alcun consiglio su come recuperare il suo
amore. Anzi, il mio consiglio è quello opposto. Lascia che lei capisca cosa
le sta accadendo, lascia che comprenda l'assurdità di questa situazione. E
nel frattempo osservala. Magari la soluzione la potrai scoprire te stesso,
senza bisogno che sia lei a capire cosa tu significhi per lei.
Elia
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