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Posta del Cuore

La posta del cuore è la rubrica che ha reso famoso Elia, ai tempi dell'esperienza in Tropico del Cuore, uno dei primi portali in Italia (nato nel 2000) dedicato all'amore. Qui riportiamo le lettere piu' interessanti che abbiamo ricevuto. Ovviamente, se avete problemi d'amore, potete scrivere a Elia e ricevere risposta nel piu' breve tempo possibile...

  Giochi erotici e crisi di coppia

Caro Elia,
sono M., ho 38 anni, e ti scrivo perchè mi sono imbattuto in una profonda crisi matrimoniale con la mia attuale compagna. Io e questa donna ci siamo conosciuti in concomitanza della mia precedente separazione dalla mia ex-moglie.

Inizialmente mi ha riportato alla vita in un momento di mia grossa delusione e depressione che stavo vivendo a causa della separazione, tutto è iniziato con una semplice amicizia, ma col passare del tempo ci siamo ritrovati innamorati. Abbiamo passato insieme momenti veramente romantici e passionali, come avevo sempre desiderato nella mia vita. Lei mi dava tutto questo.

Poi per uscire definitivamente da un mio momento di confusione dettato ancora dalla precedente relazione, sono entrato in analisi per superare lo stato di delusione, di dolore e ricostruire la mia personalità provata dall'esperienza precedente.

Tutto ciò pian piano mia ha portato anche ad una forte mia individualizzazione, ma senza mai tralasciare l'amore che provavo per la mia nuova compagna, solo che a volte amavo anche coltivare dei miei interessi personali come: la barca a vela o qualche uscita serale con un amico. Ma tutto senza esagerare nè trascurare la mia compagna, che non mancava mai di farmi sentire la sua rabbia, come se quei brevi momenti che dedicavo a me, li togliessi a lei che mi stava donando tutto il suo possibile amore.

Ad un certo punto, in un mio momento di confusione, dopo una vacanza in montagna ho chiesto a lei di potermi distaccare qualche giorno per poter stare solo, perchè stavo in un momento in cui mi sentivo un pò confuso e a volte sopraffatto dalle sue tantissime attenzioni. Capisco perfettamente di aver provocato in lei una grossa ferita, un grosso dolore, ma a distanza di sette anni non mi ha ancora perdonato nulla. Si, perchè dopo tre giorni, ho alzato il telefono e le ho detto che l'amavo più della mia vita, che mi mancava tremendamente, e che volevo che tornasse a riempire la mia vita, insomma le chiesi di iniziare a vivere insieme. E così cominciò la nostra convivenza ...

Tutto filava liscio, almeno sembrava, ma il dolore covato dentro con il tempo ed il suo silenzio l'aveva pian piano portata a chiudersi verso di me, a chiudere il rubinetto dei suoi sentimenti o meglio a modificare il suo modo di amarmi. Apertamente tutto funzionava bene, vivevamo la nostra vita allegramente: belle vacanze, belle cenette, amici, viaggi bellissimi, ma ogni volta che ci trovavamo a letto, da soli, ogni volta che facevamo l'amore lei iniziò a sentire un dolore lancinante nell'atto della penetrazione. Ma i suoi silenzi continuavano, motivati oggi con la paura di perdermi.

Pian piano ci trovammo a fare i conti con la sua dispareunia, ma nonostante tutto insieme, a lottare, a piangere, a cercare di fare di tutto per risolvere il nostro problema. L'abbiamo provate tutte: cure ginecologiche, agopuntura, ecc... Nel frattempo, dopo 5 anni di convivenza decidiamo di sposarci: bellissimo, bellissima la mia emozione, bellissima la nostra emozione. Ero riuscito a riaffidarmi ad un rapporto di coppia completato da un matrimonio.

Dopo il matrimonio, decidiamo di andare in cura presso una psicoterapeuta/sessuologa che con sedute di coppia e singole, ha portato pian piano alla luce i motivi del problema. Allora è iniziata in me una fase di cambiamento per avvicinarmi a lei nelle maniera che lei ha sempre desiderato, con tenerezza, morbidezza ed era proprio questa la chiave.

Anche lei, grazie alla terapia, iniziò una fase di rinascita dentro se stessa, portandola ad avere tutta la fiducia in se stessa come individuo, come donna. Il problema sessuale pian piano si stava sciogliendo, proprio in funzione di questa sua rinascita e del mio modo diverso di avvicinarmi a lei ed ai suoi bisogni, facendomi ricontattare oltremodo un mio modo d'essere naturale, spontaneo, tenero e virile che mi ha sempre contraddistinto nei miei rapporti con le donne. Ma il dramma era alle porte ...

Un giorno nel confessarci una nostra fantasia sessuale (nei confronti di due nostri amici) abbiamo scoperto che la cosa ci eccitava molto, e ci facilitava oltremodo quel processo di eccitamento e passione emotiva che tanto mancava al nostro rapporto.

Questa cosa poi è stata raccontata anche ai nostri amici, i quali ci hanno confessato che anche loro nutrivano una fantasia simile. Da allora, INCONSCIAMENTE, ho proposto un giochino di scambio di SMS erotici a coppie invertite. Inizialmente tutto funzionò bene, era tutto molto eccitante, ma il gioco era completamente scoperto ed innocuo, tutti sapevano e nessuno sapeva. Ma mentre io stavo cogliendo il lato prettamente ed esplicitamente erotico del gioco con la mia amica, senza cercare nessun tipo di implicazione emotiva o sentimentale, dall'altra parte si stava facendo esattamente il contrario. Fino a che in una maledetta sera di dicembre, ci trovammo al buio, a coppie invertite su un divano, ad agire quello che fino ad allora ci si era scritto tramite telefonino, ma senza nessun rapporto sessuale, sol un petting abbastanza spinto. Ma nel momento in cui ho cercato di avvicinarmi a mia moglie, per condividere insieme quel suo momento di eccitazione, mi sono visto rifiutare, motivandomi poi la cosa dicendo che aveva già fatto uno sforzo eccessivo per essersi lasciata andare fino a quel punto, che non avrebbe sopportato anche la mia vicinanza in un momento simile. Da quel momento, dalla delusione provata nel sentirmi rifiutato dalla donna che amo ho interrotto il gioco perchè mi faceva troppo male, perchè mi aveva messo di fronte a questa brutta sensazione di distacco.

Parlo a lei, parliamo insieme ad i nostri amici dicendo che io non ero più disposto a continuare, perchè stavo soffrendo troppo, e tutti quanti apparentemente mi dicono di aver compreso il mio disagio interiore, la mia sofferenza. Ma nonostante tutto dopo un pò di giorni mi accorgo che i messaggi tra il mio amico e mia moglie continuavano imperterriti.

Allora parlo nuovamente a mia moglie ed al mio amico (ora ex-) pregandoli di allentare, perchè la cosa mi dava fastidio e mi faceva contattare delle brutte sensazioni. Ma niente, e nonostante tutto, finiti i messaggi erano iniziate le telefonate, mentre mi si diceva che non stava continuando nulla. A quel punto non ci ho visto più, mi sono arrabbiato a morte e ho mandato al diavolo il mio amico, e non ho mancato di far presente a mia moglie tutta la mia delusione per il suo comportamento bugiardo e falso.

Ma tutto questo non era che la punta dell'iceberg ... Questa situazione ha messo alla luce nel forte contrasto che si era creato con lei, tutta una serie di dolori e rabbie represse negli anni passati nel nostro rapporto, sempre nascoste e mai affrontate seriamente. Insomma si è aperta una profonda crisi che ha portato lei e me allo stremo, fino al punto di sentire offuscato tutto il suo amore per me, mettendoci in condizione di mettere in seria discussione il nostro rapporto.

Dopo due mesi di dolore, rabbia, gelosia pian piano, sgomberando il campo da tutto ciò che non aveva a che fare con noi e ridimensionando l'accaduto per quello che effetivamente è stato, mi sono ritrovato in me stesso, ed ho riscoperto il vero amore che provo per lei, quanto la possa desiderare, quanto posso desiderare non buttare al vento questo rapporto, così travagliato, ma anche così voluto. Insomma sento dentro me stesso di amarla profondamente ... Ma lei ora si trova in uno stato di profonda confusione, alla ricerca del suo amore per me, ma allo stesso tempo inseguendo quella sua individuazione personale, vivendo in lei la delusione del mio comportamento (giudicato eccessivo) in momento simile, insomma brancola nel buio senza sapere cosa fare ... Una melma !!!

Io da parte mia vorrei darle la dolcezza, l'amore, la passione che sempre le ho dato ma il più delle volte sento davanti a me tutte le porte del suo cuore chiuse, e quindi cerco di trattenermi in comportamenti che nascono naturali in me, con la paura di soffocarla in un suo momento di confusione e con l'intento anche di salvaguardare simili sentimenti senza che essi siano fraintesi come gli atteggiamenti pressanti o di un uomo insicuro che sente d'aver perso il suo amore. Non sò più che cosa fare, la prego di aiutarmi, la prego di suggerirmi la maniera (se c'è) per potermi riavvicinare a lei e permettere a lei di riavvicinarsi al mio amore.

La ringrazio e mi scusi per la lunghezza della lettera, ma sette anni sono tanti ...


Caro amico,

la tua lettera è davvero densa di implicazioni ed ha suscitato in me una riflessione particolare. Io credo che potrai perdonarmi se uso la tua lettera, e il tuo problema, per cercare di estendere in modo generale, e teorico, l'argomento.

Ho scritto, a proposito dell'erotismo, che esso può essere completamente distaccato dall'amore o esserne parte integrante. In questo secondo caso, l'erotismo è una delle componenti dell'amore, insieme all'amicizia, alla complicità, e alla progettualità. Ma quel che la mi esperienza im suggerisce è che le due forme di erotismo non possano convivere. O meglio, quando si è innamorati non può esistere l'erotismo privo di amore.

Mi parli, inizialmente, dell'episodio del tuo bisogno di solitudine e di tempo per te stesso, come di un episodio chiave della crisi del tuo rapporto. E inizialmente lo pensai anch'io. Mentre leggo una lettera, infatti, inizio già a pensare alla risposta, poichè credo che le risposte siano sempre nelle domande, o almeno questa è l'unica arma di cui dispongo. Però l'episodio del quasi scambio di coppia (non c'è ironia nè volgarità in quel che sto dicendo) mi ha fatto cambiare idea.

Io credo che se la tua donna sente il bisogno di avere anche altre attenzioni sessuali (così come l'episodio della dispareunia) significa che qualcosa nel vostro rapporto si è rotto, anche se forse solo da parte sua. Capisco che il modo in cui mi hai descritto i fatti significa che tu hai già una tua convinzione. Pensi che i problemi sessuali di lei siano dovuti alla tua richiesta di spazio per te stesso che le hai rivolto anni prima. Pensi che lei abbia sviluppato un suo individualismo, una sua indipendenza sessuale prima che emotiva per fronteggiare il tuo stesso bisogno. Ma io non credo sia così. Perchè una persona matura e innamorata è quella che comprende la diversità del proprio partner. Ma, soprattutto, non vive covando del rancore. L'amore non prevede alcuno spazio per il rancore, e questa è una delle poche certezze di cui dispongo.

Così, l'episodio del quasi scambio di coppia è stato uno dei momenti di rottura della routine, uno di quei momenti che, secondo gli psicologi, consentono alla verità di emergere poichè scardinano le difese che le persone si costruiscono quando vogliono nascondere qualcosa che hanno dentro.

E' questo qualcosa che lei ha dentro ciò a cui dovresti pensare. Il punto di rottura ha provocato due reazioni diverse. La sua, che non è riuscita a liberarsi del gioco, al punto che ormai non è più tale, la tua, che invece hai capito di amarla e di aver bisogno di vivere solo con lei, con la persona che ami, la tua dose di erotismo.

Per questo io non posso darti alcun consiglio su come recuperare il suo amore. Anzi, il mio consiglio è quello opposto. Lascia che lei capisca cosa le sta accadendo, lascia che comprenda l'assurdità di questa situazione. E nel frattempo osservala. Magari la soluzione la potrai scoprire te stesso, senza bisogno che sia lei a capire cosa tu significhi per lei.

Elia

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