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Sono una bambina?
il mio ragazzo e io stiamo insieme da quasi 3 anni, entrambi universitari, lui 25 anni io 22.Lui ha quasi finito l'università e già ha incominciato a lavorare (stage). Da un sogno che il mio ragazzo ha fatto si è rivelata la sua concezione di me :una bambina..Forse l'avevo immaginato,forse ....
In pratica lui ha sognato che mi era il suo matrimonio, si doveva sposare con me si gira e vede me a 12 anni , vestita con la tuta come la sua cuginetta,(invece che con il vestito bianco) che piango perchè non sono sicura di sposarlo...lui nel sogno sio arrabbia e disdice il matrimonio..e si consola con una stupenda trentenne. L'ho fatto analizzare da quelli che interpretano i sogni e ciò che appare sembrerebbe ciò che lui pensa appunto di me(lui ha confermato..):che sono una bambina di carattere. Forse è vero, io con lui sono talmente tenera e dolce ,scherzosa, che anch'io mi sento una bimba il più delle volte, ma è anche vero che lui mi tratta da tale, mi prende in braccio..ecc.
Magari le altre persone invece mi vedono abbastanza matura, credo, anche perchè mi atteggio da tale. Inoltre i miei coetanei sono quasi + immaturi di me...Credo che il mio ragazzo(sono la sua prima storia seria) sia maturato ultimamente ..credo per questo che noti la differenza..ma a volte sono io che lo consideravo quasi immaturo..e appunto ultimamente mi sono ricreduta. Penso infatti che una donna o sta con un uomo coetaneo ma molto maturo o deve stare con uno immaturo più grande che alla fine è come se avessero la stessa età. Il punto è però, che non vorrei che il mio ragazzo, col fatto che ora finirà l'università, col lavoro cambi, e cambia anche il nostro rapporto...magari stando a contatto con persone grandi (come nello stage che ha fatto lui era il + piccolo)...abbia bisogno di una persona grande al suo fianco e che quindi il mio posto non sarà più accanto al suo..!Ma come posso fargli capire che invece sono una persona come mi vedono gli altri matura,seria e con la testa a posto..?Help me!!!
Grazie...! Laura
Cara Laura
finalmente una storia che capovolge la ormai tanto famosa Sindrome di Peter Pan che
coinvolga i ragazzi italiani. Per questo motivo rispondo con celerità e attenzione.
Ma prima di cercare quelle generalizzazioni che probabilmente non ti interessano più
di tanto, vorrei dirti quel che credo stia accadendo al tuo rapporto. La vostra storia
è iniziata tre anni fa, quando tu avevi 19 anni e lui 22. Eravate in pratica poco più
che ragazzini. Post adolescenti che si sono incontrati, innamorati e cercato di creare
un futuro comune felice per entrambi. Ma crescendo si cambia, e ciò porta inevitabilmente
dei cambiamenti nella storia. Si attua una ridefinizione del rapporto, dei suoi equilibri,
delle sue regole. E' un processo inevitabile, che accade a tutte le coppie come la vostra.
Il passaggio dall'università al mondo del lavoro comporta una presa di coscienza di quanto la vita sia diversa,
anche e soprattutto da quella che ci si prospettava quando si era studenti. Problemi diversi,
tra i quali la consapevolezza che non basta darsi da fare per avere successo. Non basta
studiare qualche libro e vincere l'emozione dinanzi ad un professore per essere felici.
Nel mondo reale ci si può dare da fare come dei matti e poi rimanere con un pugno di
mosche in mano. E questo forse lui lo ha già capito e tu non ancora. O almeno questo è
quel che pensi tu. Perchè il solo fatto che tu ti ponga il problema, che tu capisca o
intuisca i problemi che possono nascere da questo tipo di mutamenti, ti pone secondo me
nelle migliori condizioni per restare al passo del tuo ragazzo e salvare la vostra storia.
Cerca di capire dove i tuoi atteggiamenti da bambina, come li definisci tu, creano dei problemi e cerca,
se possibile, di risolverli. Appunto, se possibile. Perchè se è vero che nella vita non si
deve mai smettere di migliorarsi è anche vero che una persona che ti ama non può chiederti
di cambiare completamente. Se lui ti ama può chiedere una tua maturazione, non lo
sconvolgimento della tua vita, della tua persona. La tua dolcezza non può e non deve
trasformarsi in durezza e distanza. Non saresti più te stessa, e il rapporto che
salveresti comunque si guasterebbe nel momento in cui dovessi capire che non puoi
essere un'altra persona.
Lui ha vissuto i suoi 22 anni. Tu meriti di viverli. E' vero che il omndo reale è diverso da quello che si respira tra le aule universitarie, ma è anche vero che non serve, per questo, accelerare la propria crescita. Forse il vostro problema nasce proprio dal fatto che quando vi siete innamorati eravate due persone diverse da quelle di oggi. Attualmente, dovreste ri-innamorarvi per potervi amare ancora e a lungo. Perchè nel momento in cui il partner ci chiede di cambiare significa che ha bisogno di un'altro tipo di storia. E non sempre lo si può accontentare. Io spero che tu ci riesca. Per te, più che per lui.
Con affetto,
Elia
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