| |
Il marito, il collega, l'altro collega...
Sono una donna sposata, che da due anni ha una
relazione con un collega di lavoro + giovane di me
(Chiamiamolo A.) Una relazione, si fa per dire,
perchè non ci vediamo mai fuori dal lavoro, se non in
qualche occasione di cene aziendali, lui dice sempre
che ha impegni (anche lui è sposato da maggio).
Ora scopro che un altro mio collega (chiamiamolo B) è
innamorato di me, ma davvero. Dice che sono una cosa
preziosa per lui, e mi ha persino regalato una collana
d'oro (anche questo sposato).
Ora, il mio problema è che A è un bambino, fa i
capricci, ed è geloso di B (sa che gli piaccio, e
basta), mentre B, con cui ho scambiato solo qualche
bacio, è a tutti gli effetti un uomo, e mi tratta da
donna, al contrario di A.
B non sa della mia relazione con A (guai se lo venisse
a sapere).
Ora scopro che B mi interessa sempre di +, per A provo
una grande attrazione (ma sul piano intellettuale
litighiamo spesso, non abbiamo una grande affinità) ed
è questo che ha scaturito la nostra relazione, mentre
per B provo attrazione ma mi piace anche la sua testa.
Sono incasinatissima.
Premetto che io amo mio marito e non lo lascerei mai.
Non so come gestire la cosa tra i miei due colleghi,
non vorrei mai che si scoprissero a vicenda.
Grazie per la risposta.
Cara amica,
a volte mi chiedo se è il mio modo di pensare che tende ad essere profondamente errato,
o se invece casi come questo rappresentano una goccia in uno stagno formato da gente che
conosce ancora il significato della parola amore.
Ma è la tua ultima frase a lasciarmi di sasso. Perchè mentre leggevo la tua lettera avevo
già iniziato, come è mio solito, a pensare alla risposta. E questa sarebbe stata, più o meno, la seguente:
di certo non sei innamorata di tuo marito e lo sai, però contemporaneamnte non lo sei
di nessuno dei due tuoi colleghi. Non c'è niente di male, sono cose che capitano. Il tutto sta
nel porsi la domanda giusta: devo decidere chi amare, o piuttosto comprendere che
non sono pronta per questo tipo di sentimento e devo quindi lasciarmi andare e vivere la situazione
senza pensarci troppo?
Ma il tuo modo di concludere mi lascia allibito. Davvero pensi di amare tuo marito, mentre scrivi
una lettera ad un fantomatico consulente sentimentale come ce ne sono tanti, chiedendogli di aiutarti
a scegliere chi dei due frequentare, pur amando tuo marito? Ed è proprio lui, che tu credi di amare, che invece
ignori, come se fosse normale avere tre relazioni in corso e non preoccuparsi di lui, ignaro
di cosa sta accadendo alle sue spalle. Forse ti sembrerò duro, ma se tu avessi impostato la tua lettera
su tuo marito, sui tuoi sensi di colpa, sul chiederti se lo ami ancora e sul perchè devi invece
andarti a cercare altre relazioin per essere felice, allora il tono di questa mia risposta sarebbe stato
differente. Ma così non è.
Ed io credo che tu stia mentendo prima di tutto a te stessa. Perchè amare non è questo. Amare
è dedicarsi e desiderare una sola persona, è vivere in essa e per essa. L'amore appaga ogni senso
e rende insopportabile la sola idea di frequentare e desiderare un'altra persona. Tutti sentimenti
per ora a te ignoti. Interrogati sul perchè.
Elia
|