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I metodi contraccettivi.
Per contraccezione si intende la pratica atta all'impedimento della fecondazione durante un
rapporto sessuale.
I metodi contraccettivi femminili sono: la sterilizzazione, la pillola, gli spermicidi
vaginali, la spirale e il diaframma.
La sterilizzazione consiste nella legatura delle tube di Falloppio. Questa operazione impedisce
la discesa dell'ovulo all'interno dell'utero, facendo venire meno la possibilità di fecondazione.
E' un metodo drastico che, anche se ripristinabile, è da valutare solo dopo altri metodi più leggeri.
La pillola è un contraccettivo di tipo orale, contenente sostanze che impediscono la maturazione dell'ovulo e
modificano la densità del muco cervicale, impedendo il transito degli spermatozoi. Va utilizzata
per 21 giorni, a partire dal primo giorno del ciclo mestruale, poi sospesa per 7.
La pillola del giorno dopo non rientra tra i metodi contraccettivi poichè essa interviene a fecondazione
già avvenuta. Escludendo il contenuto dell'utero e provocando l'anticipazione delle mestruazioni,
la pillola, impiegata entro 72 ore dal rapporto sessuale, assolvele funzioni di un vero e proprio aborto.
Gli spermicidi vaginali, sono creme, spray, gelatine che vanno utilizzati prima del rapporto sessuale. Essi
ostacolano la marcia degli spermatozio, e la loro efficacia, a dir la verità, è piuttosto scarsa.
La spirale, è un dispositivo di plastica che il ginecologo inserisce all'interno dell'utero, impedendo
il compimento dell'ovulo fecondato. Questo sistema contraccettivo pur essendo piuttosto
attendibile, può provocare infiammazioni, dolori e aumento della durata del flusso mestruale. Inoltre, esso,
come la pillola, e gli spermicidi, non prevengono le malattie a contagio sessuale
Il contraccettivo che, pur essendo maschile e poco confortevole, assicura una bassa
probabilità di fecondazione, e consente di prevenire il contaggio di malattie quali l'AIDS, è indubbiamente
il profilattico.
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